Adam e Eve vivono lontani, lui a Detroit dove compone musica rinchiuso in una casa caotica, lei a Tangeri tra i colori del Marocco disquisendo con il saggio Marlowe. Si amano da secoli, letteralmente, visto che sono due vampiri.

Nonostante questo hanno rinunciato ad addentare umani nutrendosi di sangue da laboratorio. “Solo gli amanti sopravvivono” è la nuova pellicola di Jim Jarmush, presentata alla 66° edizione del Festival di Cannes nel 2013 ma nelle nostre sale a partire dal 15 maggio 2014. Finalmente l’immagine del vampiro si è liberata dell’alone delle stucchevolezze da teenager alla quale c’eravamo abituati negli ultimi anni e ha ritrovato quell’antica decadenza, quel tormento misto a rassegnazione che ci riporta al personaggio di Louis di Intervista col vampiro. Jarmush ci regala due figure colte e complesse: un’algida Tilda Swinton e torbido Tom Hiddleston, cupo e sensuale con l’anima da rocker decadente. Un amore maturo e consapevole, Adam e Eve hanno superato il “vissero felici e contenti” e le crisi che fomentano i vivi. Si sono sposati più volte nell’arco dei secoli e sono andati oltre, sono l’uno indissolubilmente legato all’altra.

Vagano per il mondo cercando nella cultura l’antidoto all’immortalità, perché non c’è morte da attendere e si respira soprattutto noia. Il genere umano è sullo sfondo, i vampiri camminano in mezzo al loro mimetizzandosi e guardano i vivi con delusione, li definiscono “zombie” perché si accorgono sempre troppo tardi di quanto distruggono il mondo un pezzo alla volta. Quasi tutte le scene si svolgono di notte e si snodano lentamente, perché la fretta è del tutto superflua ed anche lo spettatore si muove con loro, nella bellezza della decadenza.

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