Perfetti Sconosciuti (2016), commedia di Paolo Genovese, è il vincitore del David di Donatello come miglior film

Uno spaccato di Italia. Una cena fra amici che fa rivivere ricordi e affiorare alla mente frammenti di un passato che così passato, alla fine, non è. Tutto conservato sul cellulare, come il presente ci insegna. Il nostro cellulare è la scatola nera di noi stessi, nel quale passano non solo i ricordi, ma anche i frammenti più intimi della nostra quotidianità. E allora, perché non condividere i segreti che delineano il nostro alter ego, se tra amici, di segreti, non ne dovrebbero esistere? Tre coppie sedute a un tavolo, ovvero sei cellulari (più uno) appoggiati sulla tovaglia, che al primo squillo, di telefonata o di messaggio, diventano di dominio pubblico. Tanto basta a far cambiare di colpo il clima della serata, e non per l’effetto dell’eclissi solare che tra una pausa e l’altra innervosisce chi vuole dimostrare di essere ‘pulito’ dentro. Un disastro dopo l’altro. Amori segreti, tradimenti, outing, cose non dette, dette a metà o appena accennate.

imageNell’imperturbabilità generale spicca la figura arcinota di chi si dimostra pronto a tutto, pur non far affiorare il proprio lato segreto. Tra rivelazioni e smentite, Paolo Genovese regala una commedia che parte da una riflessione di fondo: nessuno è in grado di mentire a se stesso. Neanche davanti a un giuramento solenne. E nel ventunesimo secolo c’è un’altra garanzia a favore di questa tesi: il radar di tutti i nostri spostamenti, il nostro ‘io’ telematico, che ci fa stare sempre connessi. Il nostro telefonino, sempre sul pezzo per gestire una relazione aperta all’insaputa di moglie, figli e amanti. Il cast di attori di ‘Perfetti Sconosciuti’ mette in pratica, forse a tratti in modo un po’ prevedibile, i risultati di una forsennata tentazione all’ultimo clic. Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher e Kasia Smutniak confermano il configurarsi di una commedia che regala opportunità, nel veicolare messaggi e riflessioni, pur in chiave tragicomica. Un successo meritato, per una commedia che dà ragione a quell’antico detto che forse oggi andrebbe rispolverato. “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”. Anzi, metta lo smartphone nel calderone di amici e consorti, senza temere l’eclissi totale.

Voto: 7/10

visto l’8 agosto 2016